Nuove regole per elezioni Comites

Newsletter On. Laura Garavini

Care democratiche e cari democratici in Europa, finalmente! Entro l’anno verranno indette le elezioni per gli organi di rappresentanza più vicini alle nostre comunità nel mondo: i Comitati degli Italiani residenti all’Estero (Comites), una sorta di ‘Consigli comunali’ di noi italiani nel mondo. È incredibile, ma non sono stati rinnovati da ormai dieci anni. Con la conseguenza che tutte le nostre comunità all’estero a livello locale vengono rappresentate da persone elette un decennio fa. In questo periodo i Comites hanno subito tre rinvii e numerosi tagli. Adesso il Governo Renzi stanzia le risorse affinché si possano rinnovare i Comites. Le elezioni si svolgeranno probabilmente in dicembre. Sarà un’occasione per far entrare una nuova generazione e per dare nuovo slancio alle nostre rappresentanze all’estero.

Importante cambiamento: per votare bisogna iscriversi

Il rinnovo dei Comites anche questa volta avverrà per corrispondenza, ma con un’importante differenza: per votare ci si deve iscrivere. Solo nel caso in cui ci si sia iscritti all’anagrafe degli elettori in via preventiva, si riceverà a casa il plico con le schede. L’iscrizione sarà semplice: si deve comunicare al proprio Consolato l’intenzione di volere votare per corrispondenza – via mail, per lettera, via fax o di persona, al Consolato di residenza. La pre-iscrizione è stata introdotta non solo per evitare che vengano sprecate risorse, ma soprattutto per rendere più sicuro il voto per corrispondenza. L’iscrizione garantisce che i plichi vengano mandati solo alle persone che intendono esercitare il diritto di voto, evitando che le schede possano finire in mani maleintenzionate. È da tempo che noi, parlamentari del Pd eletti all’estero, chiedevamo che si istituisse questo registro. Uno strumento che in futuro verrà usato anche per le altre elezioni all’estero. Per il rinnovo del Comites sarà importante che tutti gli aventi diritto si iscrivano entro il termine previsto, che verrà deciso e comunicato nelle prossime settimane. Mi auguro che tanti nostri connazionali partecipino al rinnovo. Non lasciamoci sfuggire questa occasione.

Una proposta di riforma per la valorizzazione degli Istituti Italiani di Cultura all’estero

Lingua e cultura italiana all’estero sono due facce della stessa medaglia: sono entrambi due preziosi strumenti per la promozione del nostro Paese. Oggi però non vanno di pari passo: vengono promosse da enti diversi, senza coordinamento e non sempre riscuotono il meritato successo. Sono maturi i tempi per rivedere in profondità tutto il sistema di promozione della lingua e cultura italiana nel mondo. Per questo ho presentato una proposta di legge per rendere la nostra struttura più moderna, più efficace, più “europea”. Maggiormente in linea con quanto hanno fatto in passato il Regno Unito, la Germania e la Spagna, che, con istituzioni come il British Council, il Goethe Institut e l’Instituto Cervantes, stanno diffondendo fortemente l’insegnamento delle proprie lingue in tutto il mondo e aumentando l’offerta di eventi culturali, agendo in sostanziale autonomia dai rispettivi Ministeri degli Esteri, e con consistenti introiti economici. La mia proposta di legge prevede l’istituzione di un’Agenzia Leonardo che sarà responsabile per la promozione, sinergica e coordinata, della lingua e della cultura italiana nel mondo, favorendo una più proficua promozione del Sistema Paese all’estero. Sono convinta che il rilancio della lingua e cultura italiana nel mondo possa essere un importante volano per l’economia del Paese, molto di più di quanto non lo sia stato fino ad oggi. Dobbiamo fare sul serio con una riforma strutturale dell’intero sistema di promozione della lingua e della cultura all’estero: non più tagli, chiusure, contingentamenti di insegnanti. Bensì valorizzazione dell’importante valore aggiunto rappresentato da lingua e cultura italiana. Sono certa che l’intero Paese ne possa trarre beneficio.

Il Semestre italiano di Presidenza, per un’Europa dei cittadini

Questa è l’Europa: gente di nazione diversa che si incontra, si informa, discute su come costruire insieme il futuro e si diverte, insieme. Esattamente ciò che ho visto alla festa “Wir sind Europa – L’Europa siamo noi” a Monaco di Baviera in occasione dell’inizio del Semestre italiano di Presidenza dell’Unione Europea che ho avuto il piacere di inaugurare. Ho parlato proprio di come sia importante che l’Europa sia un’Europa dei cittadini e non un’Europa della burocrazia. Con il Semestre italiano di Presidenza vogliamo contribuire ad avvicinare l’Europa alle persone e a rimettere al centro delle politiche europee la crescita e l’occupazione, soprattutto quella giovanile. Ringrazio il Console Generale, Filippo Scammacca per l’organizzazione della festa, e i tanti volontari come Claudio Cumani, Daniela Di Benedetto, Simona Cartacci, Paola Zuccarini, Samantha D’Angelo, Giulio Bailetti per il loro prezioso impegno.  La manifestazione, molto ben riuscita, ha raccolto la comunità italiana attorno ad una ricca serie di eventi ed è stata un’occasione per intrecciare rapporti con numerose autorità territoriali, intervenute all’iniziativa. Inoltre è stato un modo per promuovere una nuova Europa, vicina ai cittadini, non percepita come qualcosa di grigio, lontano e legato soltanto a regole ottuse, bensì un qualcosa di vivo, legato al quotidiano della gente.

Sì alle nostre proposte antimafia per il Semestre europeo

Il Governo ha inserito nel programma ufficiale del Semestre italiano di Presidenza dell’Unione Europea praticamente tutti i punti del documento conclusivo del Comitato Antimafia da me presieduto e costituito ad hoc all’interno della Commissione Antimafia, un paio di mesi fa. Ne sono veramente contenta, anche perché la maggior parte delle nostre richieste sono state messe tra le priorità del Governo: istituire una procura europea, creare uno spazio unitario di giustizia in cui si dia particolare risalto al contrasto alla criminalità organizzata, potenziare l’informazione tra organi inquirenti a livello internazionale. Significa che la lotta alle mafie viene finalmente considerato dal nostro Paese come punto prioritario delle politiche della prossima legislatura, anche a livello europeo. Un risultato davvero importante.

Affrontare insieme le sfide del futuro

È notevole l’interesse che sta suscitando il ciclo di conferenze da me promosso in Parlamento in qualità di Presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia italo tedesco. Anche l’incontro con Thorsten Schäfer-Gümbel, vicesegretario della SPD ed esperto del mondo finanziario, si è svolto a Montecitorio in una sala piena. Le relazioni italo-tedesche godono di un interesse particolare in questo periodo. Nell’incontro abbiamo parlato di come riformare il settore bancario in Europa e quali passi vadano fatti per pervenire a quell’Unità economica e finanziaria che l’Europa persegue, ma non è ancora riuscita a realizzare. Nel mio intervento ho sottolineato come anche le banche debbano dare il loro contributo per superare la crisi attuale, fornendo liquidità alle imprese intenzionate ad investire. Sostengo in pieno l’appello che Schäfer-Gümbel ha fatto nel nostro incontro: è importante che le banche adempiano al proprio compito di sostegno all’economia reale e non si avventurino in operazioni speculative. In questo modo potrebbero aiutare a superare una crisi che loro stesse hanno contribuito in gran parte a produrre.

Anche cultura contro le mafie – a Mannheim alla rassegna per la legalità TAT/ORT

Il contrasto alle mafie non può prescindere da un approccio anche culturale, in Italia ed in Europa. Ne ho parlato intervenendo al Museo Reiss-Engelhorn di Mannheim, che ha organizzato una lodevole rassegna di eventi dal titolo ‘TAT/ORT. Luoghi e scenari di mafia’, con dibattiti, esposizioni di opere di giovani artisti italiani, mostre fotografiche. Intervenendo di fronte ad un numeroso ed interessato pubblico italo tedesco ho illustrato le attività mafiose che scaturiscono da recenti indagini a livello europeo e ho ribadito come sia necessario inserire nelle diverse legislazioni nazionali determinati provvedimenti già deliberati dalle istituzioni europee ma non ancora fatti propri da alcuni Paesi.

Il Governo definisce nuovi criteri per assegnare risorse all’editoria italiana nel mondo

Un ulteriore importante segnale dell’attenzione del Governo nei confronti delle comunità italiane nel mondo viene dal regolamento approvato dal Consiglio dei Ministri sui criteri per l’assegnazione di finanziamenti agli organi di stampa italiani nel mondo. Era da anni che se ne aspettava l’emanazione. Adesso sarà più facile e trasparente ottenere o meno finanziamenti per tutti quei giornali o organi di informazione che all’estero compiono un lavoro spesso inestimabile. In una fase di grave crisi per l’editoria nel suo complesso, è particolarmente positivo che il Governo presti attenzione anche all’editoria italiana all’estero.

Qualcosa si sta muovendo…

Anche se siamo ancora al lavoro in Parlamento colgo già l’occasione per augurare a tutti una buona estate e buon Ferragosto. Auguro a tutte/i di potersi concedere almeno un po’ di tempo per staccare e per dedicarsi ai propri cari. Io andrò in vacanza con la convinzione che abbiamo ancora tantissimo lavoro da fare, ma che finalmente siamo sulla strada giusta per fare dell’Italia un Paese più moderno. Non dimentichiamo che questo Governo è in carica da breve tempo. E ciò nonostante, in appena sei mesi, abbiamo già realizzato modifiche importanti per il Paese: ad esempio l’abolizione delle Province, la destinazione di 80 euro al mese a quei dieci milioni (!) di cittadini che lavorano in regola e prendono meno di 1.500 euro al mese, oppure l’introduzione di un’importante legge anticorruzione come il reato di voto di scambio, che era attesa da ben trent’anni. Inoltre leggi più complicate, dagli effetti meno percepibili, ma altrettanto importanti, come la riforma del lavoro che prevede una ristrutturazione dei centri per l’impiego, una legge per la cooperazione che sostiene i paesi da cui arrivano migliaia di migranti, una riforma che promuove i beni culturali ed il turismo. Tutti provvedimenti che affrontano questioni cruciali per il Paese e possono ridare fiato all’occupazione ed all’economia, come ho affermato in un’intervista alla radio pubblica tedesca ARD. E quando vedremo una ripresa economica in Italia? Non dimentichiamo che nella stessa Germania, nel 2000, all’allora Governo Schröder, ci vollero 4 o 5 anni prima che le riforme attuate ottenessero un vero effetto sui dati economici. Importante è non mollare e continuare con le riforme.

…anche per gli italiani all’estero. Buon’estate a tutte/i!

Anche per gli italiani nel mondo il bilancio di questi mesi è positivo. Dal 2015 i pensionati italiani che vivono e che hanno lavorato all’estero non dovranno più pagare l’Imu per un immobile posseduto in Italia. Inoltre è stata abolita la ritenuta d’acconto del 20%, che l’Agenzia delle Entrate aveva deliberato lo scorso anno, sui bonifici dall’estero. Poi la decisione di rinnovo dei Comites ed il finanziamento per i media degli italiani all’estero di cui ho parlato sopra. E infine la riforma costituzionale del Parlamento per la quale il Governo prevede il mantenimento della circoscrizione estero. Insomma, sono stati fatti dei primi passi significativi. Adesso è importante continuare. È proprio ciò che stiamo facendo in queste settimane e che continueremo a fare alla ripresa dei lavori, in settembre. Buon’estate a tutte/i!

Roma, 6 agosto 2014