Bonifici esteri: addio alla ritenuta

Newsletter On. Laura Garavini
Care democratiche e cari democratici in Europa, c’è una buona notizia che mette definitivamente la parola fine al prelievo automatico del 20% sui bonifici bancari dall’estero. In Parlamento il Governo, in risposta alla mia interpellanza urgente, ha preso una chiara posizione sul tema e ha annunciato l’abolizione definitiva della trattenuta, deliberata dall’Agenzia delle entrate nel dicembre scorso. In questo modo abbiamo evitato l’entrata in vigore di una misura vessatoria che avrebbe avuto effetti ingiusti e pesanti sulla vita quotidiana di migliaia di famiglie. È il risultato di una battaglia portata avanti per mesi. Già il Ministro dell’economia del Governo Letta, Saccomanni, prima di rimettere il suo mandato, alla luce dell’interpellanza urgente da me presentata aveva congelato il prelievo automatico, ma solo temporaneamente. Adesso, con la dichiarazione del nuovo Governo in Parlamento, c’è l’impegno ufficiale e definitivo a cancellare del tutto questa assurda disposizione, che avrebbe trattato gli italiani come se fossero tutti evasori.

La questione Istituti Italiani di Cultura non è chiusa

Negli ultimi giorni, con una interrogazione parlamentare ho sollecitato il Ministero degli Affari Esteri a mettere in atto razionalizzazioni i cui effetti produrrebbero risparmi molto maggiori rispetto a quanto prodotto dalle chiusure di Istituti italiani di cultura. Sono convinta, infatti, che ci siano margini di intervento che potrebbero liberare risorse ingenti, sufficienti a rivedere alcune delle decisioni recentemente deliberate. Spendiamo per esempio centinaia di migliaia di Euro dalle casse del Ministero degli Affari Esteri per le cosidette nomine “per chiara fama”, nonché per gli “esperti culturali” che mandiamo in giro per il mondo. Prima di chiudere Istituti italiani di cultura e distruggere in questo modo la nostra struttura culturale nel mondo, cerchiamo di risparmiare in modo più sensato. C’è anche l’esempio dell’Istituto italiano di cultura di Wolfsburg. La città tedesca, uno dei centri industriali più importanti in Europa, già da tempo contribuisce a finanziare l’Istituto italiano di cultura. Venendo a sapere delle intenzioni del Governo italiano di chiudere la struttura, la città ha messo a disposizione ulteriori fondi. In altri termini: all’Italia si offre la possibilità di mantenere una presenza culturale in questa zona, a costo zero. Sarebbe irragionevole non approfittarne. L’ho fatto presente alla Ministra Mogherini, attraverso un’altra interrogazione parlamentare.

Un’Italia coraggiosa, capace di impressionare l’Europa

Il piano di riforme che l’attuale Governo sta mettendo in atto è espressione di un’Italia coraggiosa, capace di impressionare l’Europa. L’ho detto in aula, intervenendo sulle comunicazioni del Presidente del Governo Renzi, in vista del Consiglio Europeo. L’Italia può diventare motore di una radicale svolta politica, anche in Europa, nella misura in cui riuscirà ad invertire il trend delle politiche di sola austerità e a promuovere politiche per la crescita e per lo sviluppo, capaci di creare lavoro. Stessa cosa per le importanti riforme economiche e istituzionali messe in cantiere in queste settimane. Pochi giorni fa alla Camera abbiamo abolito definitivamente le province. Questo comporta risparmi per oltre due miliardi e seicento milioni di euro. Dal primo di maggio inoltre dieci milioni di lavoratori prenderanno 80 euro in più in busta paga, ogni mese, contribuendo ad un forte incremento dei consumi e dunque dell’economia. Misure concrete, efficaci, che possono far cambiare verso, di fatto, al nostro Paese.

Nomina in antimafia per il semestre europeo

In vista del Semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea che inizia il prossimo primo luglio mi è stato attribuito un incarico di cui sono molto contenta. In qualità di Presidente guiderò il comitato “Lotta alla criminalità mafiosa su base europea e internazionale” incaricato di fornire impulsi al Governo per una legislazione europea in materia di antimafia. Penso che sia un segnale importante il fatto che l’Italia metta la lotta alla criminalità organizzata tra le priorità del semestre di presidenza. Nelle prossime settimane con il Comitato intendiamo audire numerosi esperti in modo da pervenire ad una mappatura delle mafie in Europa e alla individuazione di proposte concrete per misure che siano in grado di colpire le multinazionali del crimine. C’è molto da fare in questo senso: bisogna insistere affinché si proceda alla ratifica di una serie di provvedimenti che aggiornino i sistemi giudiziari dei diversi Paesi e vanno potenziate le misure di coordinamento fra le forze di polizia e le magistrature.

Informazione all’estero: strumento di integrazione

La mancanza di informazioni continua ad essere una caratteristica di fondo delle nostre comunità all’estero. Una corretta informazione, invece, è indispensabile per integrarsi nel modo migliore nel paese di residenza: sia per combattere i pregiudizi, sia per essere consapevoli dei propri diritti, ma anche per riuscire a cogliere preziose opportunità di formazione e di lavoro presenti in loco. Ne ho parlato a Francoforte, ospite della Missione e del Corriere d’Italia, il mensile punto di riferimento per molti italiani residenti in Germania. A Don Egidio, Tobia Bassanelli e a Mauro Montanari, organizzatori dell´evento, i miei più sinceri ringraziamenti.

Criptaggio RAI

Anche quest’anno, con i Mondiali alle porte, si ripresenta la questione, molto sentita da tanti connazionali, di come seguire la Nazionale sui canali Rai. Ora come ora, il criptaggio di molti programmi, soprattutto sportivi, impedisce a chi vive fuori dall’Italia di usufruire pienamente di un servizio come quello radiotelevisivo, fondamentale per mantenere vivo il contatto con la cultura e la lingua del nostro Paese. Per questo ho chiesto alla Ministro dello Sviluppo economico di attivarsi affinché, in occasione dell’imminente rinnovo del contratto di servizio Rai, ci si dia da fare per consentire agli italiani all’estero di accedere alle numerose trasmissioni che oggi vengono criptate. Chiedo sostanzialmente che nel nuovo contratto si indichino nero su bianco una serie di paletti, così da venire incontro alle esigenze degli italiani all’estero.

Una stretta di mano a Papa Francesco

E’ stata una delle esperienze più emozionanti di questo mese. Di mattina presto mi stavo affrettando per raggiungere la Basilica di San Pietro, insieme ad un paio di colleghi, così da partecipare alla Messa alla quale erano invitati i parlamentari italiani. Chi vedo attraversare la piazza, esattamente davanti a me? Papa Francesco, proprio lui. Mentre le guardie della sicurezza ci fermano, il Papa ci fa segno con la mano di raggiungerlo, sorridendo, con quella sua bellissima espressione, gioviale, di parroco di paese. Lo raggiungiamo felici e grati. Una stretta di mano. ‘Buongiorno Santo Padre’ e il saluto cordiale e sereno di una persona buona, che abbatte gli steccati e cerca il dialogo e la vicinanza.

Roma, 9 aprile 2014